Pancreasectomia distale

La pancreasectomia distale viene eseguita in caso di lesioni localizzate al corpo-coda pancreatico.
La tecnica di pancreasectomia distale prevede la completa mobilizzazione ed esposizione del pancreas. La sezione dell’organo deve essere eseguita a sinistra della lesione.
Una volta mobilizzato l’organo, si passa un laccio e si esegue la sezione su enterostato o direttamente con una suturatrice taglia e cuci meccanica. Quando si usa l’enterostato, l’affondamento del moncone del pancreas viene eseguito con una sutura in continua, di solito con filo non riassorbibile, anche se la scelta del tipo di filo non sembra determinante sull’insorgenza delle complicanze. Il dotto pancreatico sezionato, quando visibile dovrebbe essere legato individualmente con un punto a croce. Se non è visibile si può procedere alla sutura di tutto il moncone pancreatico, in cui rimarrà compreso anche il moncone del dotto.
La resezione pancreatica può essere eseguita anche senza associare una splenectomia. Si dovranno legare i rami pancreatici per il corpo e la coda che originano dai vasi splenici, e procedere ad una dissezione più accurata della faccia posteriore del pancreas.

Complicanze

Le fistole pancreatiche, la cui incidenza può arrivare al 40% dei casi sono caratterizzate dal drenaggio in addome di enzimi pancreatici anche per parecchie settimane dopo l’intervento chirurgico. Molte di queste fistole si chiudono spontaneamente se non è presente un’ostruzione più prossimale del dotto. L’alimentazione parenterale totale favorisce la guarigione della fistola, mentre la somministrazione di somatostatina, se da una parte riduce la quantità di secreti pancreatici, dall’altra non sembra influenzare il tempo di guarigione della fistola.