Robotica

L’ultima frontiera in campo chirurgico è la chirurgia robotica: essa ha le stesse caratteristiche della laparoscopia classica ma il chirurgo, anzichè manovrare gli strumenti con le proprie mani, lo fa attraverso l’ausilio di un robot, che controlla tramite una console situata fuori dal campo operatorio: ciò consente al al chirurgo di lavorare seduto in una posizione comoda. La proiezione tridimensionale delle immagini supera parzialmente la mancanza di percezione della profondità. Il chirurgo ha il controllo della telecamera, montata su una piattaforma stabile che evita movimenti imprecisi. In tal modo la precisione chirurgica viene notevolmente incrementata: il tremore viene filtrato per consentire un posizionamento preciso degli strumenti, con maggiore agilità nell’esecuzione di suture ed anastomosi biliari ed enteriche. I movimenti del chirurgo vengono ridimensionati in modo da permettere piccoli movimenti molto fini.

Vantaggi
Essendo una procedura chirurgica minimamente invasiva, la robotica permette dei risultati più vantaggiosi rispetto all’approccio classico (chirurgia classica, laparotomica, open):

  • recupero più veloce: la maggior parte dei pazienti lascia l’ospedale pochi giorni dall’intervento (4-7 giorni); il recupero più rapido permette ai pazienti oncologici che hanno bisogno di chemioterapia dopo l’intervento di iniziare prima il trattamento
  • perdita di sangue ridotta: con questo approccio, le trasfusioni di sangue sono raramente necessarie
  • minor dolore postoperatorio
  • minor rischio di infezione della ferita chirurgica poiché la procedura utilizza piccole incisioni (tasso di infezioni dell’1% circa)
  • ridotto rischio di formazione di laparoceli: il laparocele è un’ernia incisionale, dovuta al cedimento della parete addominale in sede di ferita chirurgica. Il modo migliore per prevenire una formazione di laparocele è evitare di creare una grande incisione aperta
  • migliori risultati cosmetici: l’intervento prevede piccole incisioni, che guariscano completamente in breve tempo con cicatrici minime.

Indicazioni
Un approccio minimamente invasivo alla chirurgia epatica è l’ideale per la maggior parte dei pazienti. Tuttavia, le indicazioni ad un intervento con approccio robotico vanno valutate in base alle caratteristiche del paziente ed in base al tipo di tumore:

  • dimensioni: generalmente, se il tumore è di dimensioni superiori a 5 cm potrebbe essere rischioso procedere con approccio robotico
  • posizione nel fegato: neoplasie localizzate nei segmenti posteriori o nel lobo caudato (il cosiddetto “segmento 1”, di difficile accesso chirurgico) potrebbero rappresentare una controindicazione alla chirurgia robotica
  • vicinanza ai principali vasi sanguigni o ai dotti biliari principali, specialmente se oltre a questo fattore concomitano dimensioni importanti o una localizzazione non facilmente raggiungibile
  • presenza di aderenze: se il paziente è già stato sottoposto ad interventi chirurgici in addome, molto spesso avviene la formazione di briglie di fibrina e collagene, che compattano i visceri e/o li fanno aderire alla parete addominale, rendendo più difficile l’esplorazione chirurgica tramite chirurgia mininvasiva

In queste condizioni, per la sicurezza del paziente ed al fine di ottenere la completa rimozione del tumore con un margine chirurgico ottimale, si può optare alla chirurgia laparoscopica o a quella tradizionale aperta.